MARCO PALMAS

Effetti negativi del multitasking

multitasking effetti negativi

Effetti negativi del multitaskig e mindfulness

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Nell’era moderna, il multitasking è diventato un mantra per molte persone, spesso celebrato come una competenza cruciale per gestire le sfide di un mondo sempre più frenetico e interconnesso. Tuttavia, dietro la facciata di produttività accelerata si nascondono una serie di controindicazioni che possono minare la nostra capacità di eseguire compiti in modo efficace e mantenere un benessere mentale.

  • Uno dei principali problemi legati al multitasking è la sua capacità di distrarci. Quando cerchiamo di concentrarci su più attività contemporaneamente, la nostra attenzione si frammenta, e questo può portare a una riduzione della qualità del lavoro svolto in ciascuna attività. Invece di eseguire diverse attività con maestria, rischiamo di finire per fare molte cose mediocremente.
  • Il multitasking può causare stress e affaticamento mentale. Passare rapidamente da un compito all’altro richiede uno sforzo cognitivo considerevole, che nel tempo può portare a una diminuzione della nostra capacità di concentrazione e ad un aumento della sensazione di stress. In questo modo, ci troviamo ad affrontare una sorta di sovraccarico cognitivo, che può avere ripercussioni negative sulla nostra salute mentale.
  • Un’altra conseguenza del multitasking è la perdita di tempo legata al cosiddetto “switching cost” o “costo di commutazione”. Ogni volta che interrompiamo un’attività per passare ad un’altra, impieghiamo tempo e risorse mentali per adattarci al nuovo compito. Questo può comportare una perdita significativa di efficienza nel lungo termine, poiché ci troviamo costantemente a dover recuperare il nostro ritmo di lavoro.

 

Nel 2009 uno studio dell’Università di Stanford “Cognitive control in media multitaskers“ ha dimostrato che il nostro cervello non è programmato per processare più attività nello stesso momento e quindi è più produttivo se si affronta una cosa alla volta.

Con il multitasking peggioriamo il livello di efficienza, perché diventiamo più lenti nel passare da un’azione all’altra e incapaci di distinguere, nel bombardamento di stimoli che riceviamo, le informazioni importanti da quelle irrilevanti. 

Anche uno studio della University of London ha dimostrato che dedicarsi al multitasking riduce, nel lungo periodo il Q.I.

Il professor Daniel J Levitin – neuroscenziato e psicologo statunitense- nel suo libro “The Organized Mind: thinking straight in the Age of Information Overload” parla del rapido passaggio da una attività all’altra (tipico del multitasking) come causa di notevole impegno cognitivo e aumento di cortisolo ed adrenalina nel circolo ematico (noti ormoni stress correlati)

Infine, il multitasking può danneggiare la nostra capacità di apprendimento e memoria. Quando siamo costantemente divisi tra molte attività, è più difficile concentrarsi a fondo su una determinata materia e consolidare le informazioni in modo efficace. Questo può compromettere il nostro rendimento accademico o professionale nel lungo periodo.

In conclusione, sebbene il multitasking possa sembrare una strategia efficace per affrontare le sfide della vita moderna, le sue controindicazioni sono significative ed ampiamente verificate. Per mantenere un livello ottimale di produttività e benessere mentale, è importante quindi praticare la mindfulness e concentrarsi su un compito alla volta, evitando la trappola del multitasking che potrebbe compromettere la nostra capacità di eseguire le attività con successo e soddisfazione.

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