Il quite quitting

In un periodo storico fatto di fuga dalle professioni sanitarie, di burnout e stress sempre più presenti, di soddisfazione personale vista come una chimera e di poche vie di fuga si è pian piano diffusa, soprattutto tra i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e le nuove leve l’idea del quite quitting.

Sopratutto i nuovi entrati nel mondo del lavoro, in controtendenza rispetto a quanto ci si aspetti mediamente dai giovani,  hanno col tempo alimentato una pr così dire “controcultura del lavoro”, tendenzialmente opposta alla famigerata “hustle culture” americana che vede il lavoro come fulcro dell’esistenza di quella classe media e medio-alta che spinge l’economia (causa però anche nota di burnout). 

Innanzitutto va considerato come questa fascia di lavoratori abbia subito una forte influenza dall’evento pandemico, che ha spostato la priorità dei giovani, dando meno valore al “lavoro” in quanto tale e più significato al prorpio tempo libero.

In secondo luogo la diffusione crescente dell’attenzione ai temi come stress lavoro correlato, burnout e salute mentale mettono in guardia le nuove leve e portano ad una maggiore ricercatezza e accuratezza nelle scelte.

Secondo una ricerca della Harvard Business Review non si tratta di mancanza di volontà ma della capacità dei manager di costruire un rapporto con gli impiegati che non renda il luogo di lavoro un luogo dal quale voler fuggire al più presto.

Ma in che consiste di fatto il quite quitting?

Significa letteralmente “abbandono silenzioso” ma non è di questo che parliamo; quando parliamo di quite quitting ci riferiamo a quei lavoratori che semplicemente adottano un atteggiamento  che fa il paio con lo slow working e che quindi decidono di dare al lavoro lo stretto necessario. Il dipendente che adotta questa strategia non farà mai uno straordinario per esempio, srà poco incline a meeting e riunioni fuori orario di servizio e decide deliberatamente di dare molto più spazio alla cura di se ed a godersi il tempo libero.

Anche il report “State of the global workplace 2022” punta il dito sui manager mostrando come solo il 14% dei dipendenti interpellati si sia detto davvero coinvolto nella propria attività lavorativa.

In ambienti invece dove i manager, i quadri ed i coordinatori riescono a creare un clima di maggiore complicità ed empatia questo valore tende a salire.

I benefici della mindfulness

I BENEFICI DELLA MINDFULNESS

Scopri i Benefici Straordinari della Mindfulness: Come la Pratica Porta Equilibrio e Serenità nella Tua Vita Abbiamo già visto nell’articolo introduttivo cos’è la mindfulness, ora

Read More »

IL FENOMENO DEL QUITE QUITTING

Il quite quitting In un periodo storico fatto di fuga dalle professioni sanitarie, di burnout e stress sempre più presenti, di soddisfazione personale vista come

Read More »

Strategie di Coping

Le strategie di coping Ogni lavoratore sottoposto a situazioni difficili adotta strategie comportamentali e cognitive per affrontare tali stimoli. In questo meccanismo interviene una certa

Read More »

Condividi il contenuto su:

Mi piace:

Mi piace Caricamento...
Completato 50%

MBI eseguibile GRATIS

Iscriviti alla mail list per ricevere il file.

Ti invierò un file compilabile che ti darà una stima del tuo livello di burnout; basta inserire qui sotto la tua mail