MARCO PALMAS

Strategie di Coping

Le strategie di coping

Ogni lavoratore sottoposto a situazioni difficili adotta strategie comportamentali e cognitive per affrontare tali stimoli. In questo meccanismo interviene una certa e provata soggettività, infatti ogni individuo in base alle proprie peculiarità, alla propria formazione, alle proprie convinzioni e risorse reagisce diversamente allo stesso stimolo. Lazarus fu uno fra i primi studiosi ad occuparsi dell’influenza dello stress sulla vita delle persone ed individuò tre stili di coping che fanno riferimento ai tre tipi di strategie più comunemente utilizzati per difendersi dall’impatto emotivo delle situazioni stressanti. Lo stress viene visto come fattore destabilizzante che l’individuo in qualche modo tende a ridimensionare ed elaborare per ripristinare il proprio equilibrio emotivo. La strategia utilizzata, a seconda delle modalità con cui il lavoratore tenta di stabilizzare lo stato emotivo, può talvolta creare degli equilibri psichici e relazionali disfunzionali. Di seguito vengono riportati i vari tipi di coping:

Coping focalizzato sul problema. È orientato alla risoluzione della situazione problematica e si basa sulla ricerca attiva di risorse sociali, personali e ambientali per superare l’ostacolo.

Coping focalizzato sulle emozioni. È orientato a diminuire il disagio emotivo provocato dall’evento stressante. Le persone che mettono in atto questo tipo di strategia tengono sotto controllo le emozioni disturbanti attraverso comportamenti di evitamento, rimuginio, ruminazione, l’attribuzione all’altro delle responsabilità. Tale strategia apparentemente allontana il disagio ma di fatto può favorire o aggravare gli stati ansiosi e i sintomi depressivi creando difficoltà relazionali e circoli viziosi che possono sfociare in veri e propri disturbi patologici più o meno gravi quali attacchi di panico, ansia sociale, disturbi ossessivo compulsivi, depressione

Blaming you. Anxious man judged by different people pointing fingers at him. Negative human emotions feeling

Coping orientato all’evitamento. È teso a evitare la situazione problematica e, di conseguenza, le emozioni ad essa connesse. Anche questo tipo di coping può essere disfunzionale. Le strategie di evitamento impediscono infatti la possibilità di diventare consapevoli dei propri stati emotivi e di trovare modalità più adatte di regolazione degli stessi. Le emozioni disturbanti, nelle strategie di evitamento, vengono  spesso “sedate” attraverso comportamenti nocivi per la salute come abuso di alcol, droghe, fumo o disturbi dell’alimentazione. Inoltre evitare il confronto con le situazioni di difficoltà impedisce di sperimentare e affinare le abilità nella risoluzione dei problemi impoverendo ulteriormente le proprie strategie nella gestione delle difficoltà.

Coping proattivo. In questo caso non parliamo di strategie disadattive, ma l’argomento meritava una menzione, in quanto i soggetti che utilizzano strategie di coping proattivo hanno la percezione di essere in grado di cambiare gli eventi e si adoperano per trovare le risorse cognitive e relazionali necessarie per pianificare le strategie di intervento che ritengono più efficaci. Quando modificare la situazione non è possibile, anziché adottare atteggiamenti di evitamento o di impotenza e chiusura verso il cambiamento, cercano di modificare i propri sistemi di significato in modo che anche il dolore e le esperienze negative possano essere considerarti elementi di valore per la propria esistenza sia sul piano personale che relazionale. Qui è possibile osservare come, contrariamente agli altri stili di coping, l’individuo che adotta un coping proattivo assuma una posizione ottimistica nei confronti della vita, caratterizzata da apertura al cambiamento e da aspettative positive sul futuro.

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